LE RAGIONI DELLA FOLLIA DI STATO: UNA VISITA A MOMBELLO

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di PAOLO L. BERNARDINI Esiste una Lombardia di dolorose rovine. Non dolorose soltanto perché danno l’idea del degrado e della macina del tempo, che tritura anche quel che è, o sembra, più solido ed imperituro. Dolorose perché sono rovine di luoghi di pena. Il manicomio di Mombello. Ad esempio. Ne devo la scoperta ad una mia laureanda dell’Università dell’Insubria, Vanessa Fulciniti. Si tratta, per chi già non lo conosca – e a Limbiate è ben noto, tristemente noto, come lo è in gran parte della Lombardia settentrionale – di una immensa struttura di 40.000 metri quadrati in abbandono dal 1978, da quando la legge Basaglia chiuse i manicomi, e, chiudendoli, ci impose a tutti quanti di interrogarci su cosa davvero sia la follia, aprendo dunque inquietanti orizzonti. Tra gli interpreti trovati nel tempo, il più recente è il fotografo Giacomo Doni, che ha digitalizzato parte di un agghiacciante album fotografico probabilmente degli anni Quaranta, forse lievemente successivo: opera del notevolissimo fotografo del tempo, Vittorio Aragozzini,…

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