L’ETÀ DEL LIBERALISMO E I DIRITTI DIVINI DEI PARLAMENTARI (2)

di DAN SANCHEZ L’età del liberalismo Dopo un interludio anti-liberale durante le guerre napoleoniche (1803-1815), i Whigs e i loro alleati (a cui intorno alla metà del secolo, si aggiunse il nuovo Liberal Party) inaugurarono in Inghilterra quella che Ludwig von Mises chiamò “L’età del Liberalismo”. La libertà di parola, di stampa e di religione avanzarono impetuosamente, le donne si emanciparono, il lavoro fu fortemente deregolamentato, e il capitale fu fortemente protetto. La schiavitù venne abolita, così come il monopolio commerciale della Compagnia Orientale delle Indie. I “liberali di Manchester”, guidati da Richard Cobden e John Bright, usarono un modo popolare di scrivere di parlare per rivolgersi alla gente inglese comune e volgerla contro il protezionismo e la guerra. Influenti movimenti liberali si diffusero in Francia e in altri paesi europei. L’intero continente fu presto benedetto da un’era di relativa pace e libero commercio. Queste politiche liberali rafforzarono e diffusero la Rivoluzione Industriale, procurando un livello di prosperità diffusa, quasi miracoloso, e mai visto prima…

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