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Da maastricht a lisbona, fare debito all’ombra dei trattati

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di MATTEO CORSINI "L'art. 104 c) del Trattato per l'Unione europea (i famosi parametri di Maastricht) fissa il rapporto tra indebitamento e Pil al 3%... Se si constata la presenza di fattori produttivi inutilizzati o che si possono meglio utilizzare, lo Stato per avvalersene deve disporre di un margine di capacità di indebitamento… Il Fiscal Compact non solo ribadisce ma aggrava il vincolo della parità del bilancio… Gli Stati hanno il dovere di avvalersi del margine del 3% nella spesa annuale garantito dal Trattato". Con quest'affermazione, Giuseppe Guarino rilegge il Trattato Ue (prima di Maastricht, poi di Lisbona) allo scopo di dichiarare nullo il "Fiscal Compact" e l'obbligo di ridurre in vent'anni la parte di debito eccedente il 60 per cento del Pil (che peraltro mi sembra un risultato che non verrà raggiunto). La sua critica parte dall'obiettivo del pareggio di bilancio che, a suo dire, sarebbe in contrasto con l'articolo 104 c) del Trattato, che “fissa” il rapport
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