L’Italia è precaria e la marcia verso il comunismo procede a ranghi serrati

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di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI Italia, ovvero il paese del “non se ne fa di niente”. Dopo una qualsiasi proposta la risposta NORMALE sarebbe : “E’ totalmente sbagliata per i seguenti motivi”, oppure “ invece io farei…”. Invece no, questo è un paese dove si fa una disperata ricerca, davanti ad un qualsiasi problema, per concludere che è meglio rinviare. L’unica  cosa che hanno fatto i reggitori italioti è stata quella di creare i “precari” e decisioni simili. Ossia una apparente soluzione (peraltro a valore zero) che porta ad un tanto anelato rinvio. Perfino con l’inno nazionale la decisione chiara (che avrebbe dovuto essere quella di cambiarlo totalmente) è stata quella di RINVIARE. Cominciamo con la scuola. Quanti saranno gli allievi da istruire ora e nel prossimo futuro, lo sanno anche i sassi, salvo impensabili sensibili variazioni. Quanti saranno i docenti necessari , tenendo conto dei pensionamenti, pure. Si conosce quindi, con esattezza matematica il numero dei futuri insegnanti da ingaggiare. Si aggiunga pure una certa percentuale di…

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