sabato, Maggio 21, 2022
27.4 C
Milano

Fondatori: Gilberto Oneto, Leonardo Facco, Gianluca Marchi

Lo sfogo di un medico per bene: mi danno dell’asino, ma curo tutti i pazienti

Da leggere

di DOTTOR ALFREDO BORGHI

Che settimana infinita! Sicuramente gli ammalati da Virus19 sono aumentati e in molti hanno chiesto un aiuto. La cura c’è come dico da anni ormai basta studiare la fisiopatologia del Covid19.

Chiarita quella ci sono almeno mille studi scientifici pubblicati sull’efficacia dei farmaci che noi medici usiamo. Però si continua a sentire che sono cure improvvisate, “sperimentali”, fatte da medici, quei pochi, privi di responsabilità. Ma mi chiedo una cosa sola. Abbiamo di fronte ai nostri occhi le bare di Bergamo sui Camion, persone purtroppo lasciate a cuocere nel proprio letto per giorni con la Tachipirina… in attesa che il virus facesse i suoi danni ai polmoni riempiendoli di coaguli. La parola Sars dall’inglese vuol dire “Severe Acute Respiratory Syndrome” …e non ci vuole certo un genio per capire che il rischio è la polmonite. Bene mi chiedo in quale libro di medicina ci sia scritto che la polmonite si cura col paracetamolo, abbandonando il paziente al suo destino.

Eppure cari amici se avessi seguito ciò che mi veniva ordinato la mia formazione scientifica professionale di Medico contro la Sars sarebbe stata il Paracetamolo, aspettare la desaturazione e inviarlo in ospedale. In alternativa infilare un ago nel deltoide. Stop!

I morti di Bergamo non sono serviti a nulla. Il lavoro degli anestesisti di Bergamo, le loro autopsie, le prime cure praticate con successo nelle rianimazioni alla fine di Marzo/Aprile 2020, che hanno drasticamente ridotto la mortalità sono un lontano ricordo.

Tutti uniformati in una sola direzione!Ci avevano detto che il Vaccino andava fatto in fretta e che doveva entro settembre coprire almeno l’80% del popolo italiano. Avremmo così avuto l’immunità di gregge (ora ben presente in Svezia) e saremmo tornati finalmente alla vita di prima.

Ma purtroppo, si sono  la vaccinazione si sono accorti tardi che non da assolutamente immunità dì gregge. Abbiamo in pochi studiato il motivo.
La proteina Spike vaccinale si presenta ai Linfociti B, alle Plasmacellule, ai Linfociti follicolari responsabili della memoria immunitaria in posizione “down”.

Cosa vuol dire: è come se fosse una foglia accartocciata su se stessa , questo è dovuto in quanto la sua stabilità è assicurata da due imminoacidi “Le PROLINE”. Invece la Spike naturale si presenta in posizione “Up” come una mano bella aperta ed è chiaramente leggilibile e codificabile dalla nostra memoria immunitaria. È come per tutte le altre malattie, chi ha fatto il Covid19 nel 98% dei casi ad una successiva reinfezione è protetto non solo dalla Spike di Membrana, ma possiede gli anticorpi contro gli antigeni nucleari… e immune alla Sars Cov 2, oltre che al Covid19 primo ceppo. scoperto appunto il 30 dicembre del 2019.

Poi come tutti sanno sono arrivate le varianti. Pertanto bisogna con la terza dose Booster tenere alti gli anticorpi… e serve farla. Ma quante dosi andranno fatte e per quanto tempo? Fra l’altro dosi nella maggioranza dei casi diverse fra di loro. Giustamente Crisanti l’ha vista giusta. Afferma infatti: “Prima della vaccinazione, l’Italia poteva essere divisa in 2 categorie, i guariti, e quelli che non si erano mai infettati.
Dopodiché, abbiamo fatto la vaccinazione, 4 tipi di vaccinazione, abbiamo creato 8 differenti categorie. Dopodiché abbiamo fatto la 2′ dose mischiata, 3 diversi vaccini, a questo punto siamo arrivati a 24 tipi diversi di immunizzazione. Adesso si dà la possibilità di fare Pfizer o Moderna a piacere o a caso, arriviamo al numero pazzesco di 48 diversi regimi di immunizzazione. Mi creda, una cosa che non è mai accaduta sulla faccia della terra da quando c’è la vaccinazione”.

Ancora: “Lei mi dice come si fa a calcolare in una popolazione la protezione, con 48 tipi diversi di situazioni immunologiche… io penso che è una follia che è stata creata, mi permetta, eh, ma questa è proprio, mi permetta di dire, come microbiologo sono indignato per l’incompetenza con la quale è stata generata questa situazione”.

Mi chiedo se è la strategia giusta? Lascio ovviamente la parola agli esperti. Intanto da povero Medico irresponsabile e asino con le orecchie lunghe continuo a curare sia chi si è vaccinato, sia chi il vaccino non lo ha fatto. Perché si ammalano anche i vaccinati! 
Per me non c’è differenza, sta ben scritto nel nostro codice deontologico. Lo cito per l’ennesima volta

  • «Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell’Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza discriminazioni di età, di sesso, di razza, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace come in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera. La salute è intesa nell’accezione più ampia del termine, come condizione cioè di benessere fisico e psichico della persona».

Le minoranze qualsiasi esse siano vanno rispettate e curate secondo scienza e coscienza, senza discriminazioni. E ogni paziente in relazione ai suoi sintomi ha bisogno della sua cura. Questa settimana ne abbiamo curati circa 50 di pazienti. Di solito si curano famiglie intere.

Si usano farmaci e prodotti naturali, quella che chiamo la moderna medicina integrata. E guarda caso l’asino con le orecchie lunghe li tiene quasi tutti a casa e stanno bene. Conto un solo ricovero in miglioramento.

Il mio grosso problema è che a forza di caricare la gobba del somaro le gambe si piegano. Ogni giorno dalla mattina alla sera senza sosta, e non solo sul Covid19, ma anche infiltrazioni intrarticolari ovunque per alleviare le sofferenze dei miei poveri pazienti rimbalzati qua e là senza concludere nulla.

C’è poco da nascondersi mi ritrovo stanco come un asino, in ambulantorio dalla mattina alla sera e quando ho la fortuna che mi rimane un po’ di tempo vado a trovare i  miei anziani che mi aspettano come Babbo Natale. Quest’anno è pure saltato il presepio e l’albero. Anche questa settimana grandi emozioni con qualche paziente ci siamo abbracciati ed è bellissimo. Ad altri ho risolto gravi problemi e sono scoppiati in lacrime di gioia.

Quando sono in ambulantorio con i pazienti sto benissimo, sono nel mio mondo cerco in ogni modo di trasmettere un messaggio diverso di tranquillità sulla vita. Non li spavento mai, già vengono terrorizzati di loro, cerco di far capire che la vita va vissuta senza paura. Ma purtroppo c’è n’è poca di fiducia in sé stessi e nelle possibilità che ha il nostro corpo di difendersi: i mezzi di informazione hanno fatto un bel lavoro!!!

Tutte le persone che vengono a trovarmi da fuori, non miei pazienti abituali, per una visita o un consulto sono eccezionali. C’è subito una grande armonia, si riesce a parlare in tranquillità e un grande arricchimento personale. Periodo sicuramente pesante tengo una settimana poi a Natale devo staccare. Che dire vivo ogni giorno come una grande sorpresa. Ogni incontro mi dimostra che le nostre vite e si sono incrociate su destini paralleli.

Abbiamo bisogno di libertà e amore  per fare ciò che meglio ci piace  Abbiamo bisogno di sentire emozioni, di farlo con consapevolezza per bucare il buio con la nostra luce. Di sentire gli affetti in un mondo oramai piallato e “monoclonale”.

Il vostro affetto in molti momenti lo visualizzo molto bene e vi ringrazio immensamente. E con tutto il cuore posso dirvi di volervi molto bene e che la pace attraverso le nostre coscienze cambiate si diffonda in chi chi sta vicino. Così possiamo cambiare il mondo. Iniziando da ognuno di noi e “infettando” gli altri con gesti di amore.
Questo nessuno lo può fermare come diceva il nonno Carl Gustav: “La violenza si contrappone alla violenza, il disprezzo al disprezzo, l’amore genera amore. Date dignità all’umanità e abbiate fiducia  che la vita troverà la via migliore”.

Un Abbraccio Sincero 

- Advertisement -

Correlati

4 COMMENTS

  1. Tre settimane or sono, un poco acuto commentatore contestava la mia competenza in campo sanitario perché ricordavo che i decessi nel bergamasco erano stati causati da errori terapeutici. “Sei forse un medico?”, fu la frase dell’oltre che poco acuto anche dello scarsamente originale contestatore. Ecco: ora è un medico a dirlo. Tutti coloro che pretendono di dar lezioni, peraltro senza essere medici anche loro, riflettano sulla frase “mi chiedo in quale libro di medicina sia scritto che la polmonite si cura col paracetamolo”. Forse in troppi non hanno ancora capito che non c’è bisogno di essere scienziati per trattare di scienza, altrimenti ogni argomento dovrebbe essere riservato agli esperti di settore; sarebbe la morte della libertà di pensiero e di espressione. Il medico siamo in grado di scegliercelo e le motivazioni appartengono alle nostre stesse capacità oltre che al nostro diritto. Quindi siamo in grado anche di discutere dette motivazioni. Certo, con una competenza inferiore a quella degli esperti ma abbiamo comunque la possibilità di riconoscere il vero esperto dall’autoreferenziale televirologo. Non tutti, è vero; solo che chi non ha queste capacità minime è colui che non sa nemmeno riconoscere un latticino fresco da uno guasto. Se gli manca l’olfatto c’è ben poco da sperare, in fondo per non perdere l’olfatto è opportuno evitare di trasformare il proprio cervello in un tubo catodico; come sta avvenendo a troppi soggetti, ormai non più individui ma informe massa collettivizzata dall’ipnosi di regime. Quanto a Crisanti, si è svegliato tardi. Non so dove o quando se ne sia uscito con le critiche riportate. Finora è comunque sempre stato alleato del vaccinismo di massa, poteva parlare prima; ora non è più credibile.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisement -

Articoli recenti