di GIOVANNI BIRINDELLI
«Lei ce la fa a promettere che questa volta scuola, ricerca e cultura, cioè futuro e felicità non si toccano?». Scrosci di applausi da parte del pubblico. «Mi prendo l'impegno. Io mi dimetto se dovremo fare dei tagli alla cultura, alla ricerca e all'università». Le tesi implicite nella domanda di Fabio Fazio sono peggiori di quelle implicite nella risposta del neopremier Enrico Letta. Ma quello che è ancora peggiore, se possibile, è quell'aria soave e angelicamente sorridente con la quale entrambi, confortati dagli applausi di quel campione rappresentativo della massa che è il pubblico presente, promuovono idee totalitarie il cui effetto è la soppressione della cultura.
Prima di vedere perché uno Stato che promuove la cultura è necessariamente totalitario, vediamo perché quello Stato necessariamente la sopprime. Questo avviene per due ragioni, la prima delle quali è strettamente economica. Nel momento in cui lo Stato finanzia la cultura, ques
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