di TED SNIDER
La recente intervista di David Arakhamiya migliora la nostra comprensione del corso diplomatico della guerra in Ucraina in due aspetti cruciali. Nonostante l'insistenza dell'Occidente politico sul fatto che Vladimir Putin nell’invasione dell'Ucraina avesse obiettivi più ampi, Arakhamiya afferma che Mosca avrebbe barattato la pace con la promessa da parte dell’Ucraina di non aderire alla NATO. Inoltre, per due volte conferma che l'Occidente è intervenuto per scoraggiare questo scambio e una soluzione diplomatica alla guerra.
Arakhamiya è il capo del partito Servitore del Popolo di Zelensky. Ha guidato il team negoziale ucraino sia nei colloqui in Bielorussia che in quelli di Istanbul. Afferma che la Russia era "pronta a porre fine alla guerra se avessimo accettato, come fece la Finlandia, la neutralità e ci fossimo impegnati a non entrare nella NATO". Aggiunge inoltre che la promessa sulla NATO era il "punto chiave" per la Russia e che "tutto il resto era se
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