Ma Verona in che mani è? E intanto Tosi si candida alle Europee…

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di MATTEO CASTAGNA All’inizio degli anni’80 la sfera della comunicazione politica appare trasformata negli strumenti e nel linguaggio. La comunicazione dei partiti si adatta ai modelli della televisione contraendo i tempi e basandosi sulla forza comunicativa delle immagini. L’immagine ribalta il suo rapporto di sudditanza e dipendenza dalla parola. Su questo ha costruito la sua potenza Berlusconi, ma anche Renzi (per questo sembrano così simili). Tosi non è da meno. E da politico di razza lo ha capito, ingaggiando un professionista di comunicazione pubblica, che gli ha cucito addosso, prima l’immagine dello Sceriffo modello Gentilini e poi quella del Doroteo modello Rumor. A seconda delle interpretazioni pragmatiche del presunto sentire comune del momento. E’ l’adattamento del trasformismo di convenienza, che prima parla alla pancia, poi al portafoglio e infine al perbenismo ipocrita dell’italiano medio, a seconda delle circostanze. Oggi Tosi, probabilmente vedendo trasformarsi il suo “Ricostruiamo il Paese” in “Riposi in Pace” tutto il faraonico progetto, sembra voler scegliere una candidatura alle elezioni europee, ufficialmente per aiutare una…

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