di GIOVANNI MARINI
Se Karl Marx avesse concentrato la sua attenzione sull’elaborazione del materialismo storico anziché sulla teoria del plusvalore gonfiandolo col rancore e l’astio dei falliti, oggi non sarebbe considerato uno sciatto intellettuale incapace di provvedere a se stesso, ma, a ragione, un buon teorico della realtà. Rancore ed astio che si è conservato nel tempo e nelle cose nonostante siano progredite, e delle origini della rivoluzione industriale non resta che la poesia scritta sui libri di storia. Forse più che il concetto che delineava il divenire della evoluzione della classe operaia, sbagliando, fu proprio la frustrazione portata a teoria rivoluzionaria che influenzò su scala gigantesca la costruzione di principi tanto corrosivi e distruttivi per i rapporti tra individui che ispirano tutti i movimenti coscientemente o incoscientemente marxisti e che trovarono nel leninismo la prova della sua fattibilità indipendentemente dall’orrore che tale pratica ha