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Javier Milei, un instancabile promotore delle idee libertarie

Da leggere

di ADALBERTO RAVAZZANI

Nel corso dei secoli la libertà si è nutrita delle idee di uomini instancabili, coraggiosi e determinati, portatori della fiaccola stessa del libero pensiero. Chi difende la libertà lo fa per amore della stessa, coadiuvato dai valori liberali. Un libro che è stato forgiato sull’altare della libertà é Viva la Libertà, Carajo! , di Javier Milei, pubblicato dalla casa editrice Tramedoro Edizioni, accompagnato da una bella prefazione di Leonardo Facco, fondatore del Movimento Libertario.

Quest’opera é un amalgama, una raccolta ben condensata di saggi sulla libertà e scritti economici dell’economista argentino argentino Javier Milei. Prima di addentrarci nel contenuto delle noti fragranti di quelle pagine è necessario descrivere il personaggio. Milei semplicemente è una star del pensiero libertario e un economista di fama mondiale, un personaggio di spicco della Scuola Economica Austriaca.

In un paese statalista come quello argentino, vittima dell’ideologia faziosa e artata del socialismo di stampo sudamericano, Milei ha riportato in auge nel dibattito pubblico i valori libertari. Attraverso la sua straordinaria preparazione economica, la sua capigliatura eccentrica, il suo modo spigliato di parlare e farsi capire dalle persone nei dibattiti televisivi e sui social (dove vanta su Instagram mezzo milione di followers), Milei è riuscito ad ottenere un consenso estremamente solido e duraturo.

Il professore argentino è un nemico giurato del socialismo, capace di smontare i luoghi comuni dello strutturalismo marxista e statalista. La sua filosofia economica è chiara e limpida: egli si è definito “un miniarchista a breve termine e un anarco-capitalista a lungo termine”. Insomma, per Milei il venir meno del “Dio Stato” è un processo graduale, che segue determinate tappe: dapprima è necessaria la realizzazione di uno Stato minimo ridotto ai minimi termini (il guardiano notturno della tradizione liberale), per poi giungere alla Rothbardiana società dominata dall’anarco-capitalismo e la cancellazione totale dello Stato. Gli scritti pubblicati in “Viva la Libertà, Carajo!” si inseriscono a pieno titolo nel pantheon dei migliori autori liberali, liberisti e libertari.

Scorrendo quelle pagine sembra di udire l’eco di uomini straordinari come Rothbard, Mises, Hayek, Hazlitt, Nock e Nozick. La struttura dell’antologia libertaria segue un ordine logico ben preciso. le premesse sono contenute nei capitoli per le libertà individuali con una curvatura che potremmo definire filosoficamente ispirata a John Locke e al “Saggio sulla libertà”, di John Stuart Mill. Dalle libertà individuali si è incastrato come in un puzzle il discorso sui diritti di proprietà. Seguendo le orme del giusnaturalismo, Milei ha ribadito il concetto della proprietà come diritto naturale inviolabile e inalienabile. Nel mezzo vi sono gli scritti di carattere economico e l’apologia dell’economia di mercato e del capitalismo. Nel parlare dell’economia con chiarezza e semplicità, Milei ha utilizzato ogni strumento ereditato dagli Austriaci.

L’economia, quindi, viene intesa come scienza sociale inestricabilmente connessa alla natura umana. Il miglior sistema economico possibile è il capitalismo; quest’ultimo è l’unica visione del mondo che garantisce il merito, il risparmio, la mutua interazione tra gli agenti economici, gli investimenti e l’aumento della ricchezza delle nazioni attraverso l’utilizzo del capitale. La struttura disciplinare che percorre la riflessione di Milei è l’economia politica, intesa come scienza che ha come proprio oggetto di studio il capitalismo e le modalità con cui l’essere umano è capace di utilizzare delle risorse date scarse a priori, e non la politica economica, strumento keynesiano in mano ai governi per rompere gli equilibri di mercato.

Insomma, il carattere e la preparazione dell’economista argentino sono tangibili e ricavabili dalla prosa elegante di questo scritto libertario. Non da ultimo, l’attualità di Viva la Libertà, Carajo! la ritroviamo nell’analisi del lockdown argentino, uno dei più lunghi e terribili del mondo. Questa “quarantena cavernicola” ha distrutto completamente i fragili equilibri di un paese già provato socialmente come quello argentino. Un motivo in più per acquistare questo libro curato da Tramedoro con la consapevolezza che oggi più che mai è necessario l’impegno di ognuno di noi per divulgare la cultura libertaria.

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