di ARTURO DOILO C’è modo e modo di difendere quell’ottima idea di “tassazione volontaria” di cui il filosofo tedesco Peter Sloterdijk ha scritto. Uno dei modi sbagliati è quello adottato dalla Norvegia, dove l’autotassazione per ricchi ha fatto flop, portando nelle casse del governo meno di 1.500 euro, per l’esattezza 1.325 euro. Breve ricostruzione storica secondo la Repubblica: “La voluntary-tax made in Norvegia è stata varata a inizio giugno dopo molti mesi di polemiche. Pomo della discordia, il piano di sgravi varato a fine 2013 dal governo di centrodestra quando il crollo dei prezzi del petrolio ha messo in difficoltà (si fa per dire, ovviamente) l’economia nazionale. L’obiettivo, rilanciare il potere d’acquisto delle famiglie, è stato in gran parte raggiunto. Unico problema: il taglio orizzontale di imposte ha premiato soprattutto i più benestanti, allargando la forbice sociale. A lanciare l’allarme, mettendo sul piatto il suo caso personale, è stato Jonas Gahr Store, leader dell’opposizione laborista, che malgrado un reddito di 8 milioni di euro si era ritrovato con le…















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