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Oggi parliamo di “Reddito Minimo” e di “lavoratori poveri”

Da leggere

di FRANCESCO TEDESCHI

Come nasce il concetto di “reddito minimo”, ossia di pagamento orario o giornaliero minimo stabilito per legge? Ce n’è bisogno? In un sistema di libera economia, non ce ne sarebbe bisogno, e infatti finché ci sono le “vacche grasse” non è nemmeno argomento di discussione politica.

Quand’è che inizia a entrare nel dibattito politico? Inizia ad entrare nel dibattito politico quando ci sono larghe fasce di popolazione che, pur avendo un lavoro stabile, non riescono a fare una vita dignitosa. E’ un problema sentito da anni negli Stati Uniti, e che purtroppo riguarda sempre più europei. Una volta che hai ridotto tante persone oneste, che fanno anche lavori stressanti e faticosi, a fare una vita non dignitosa, con nessuna speranza di elevarsi socialmente, ovviamente poi è facile per i politici promettere di aiutarli mettendo una paga oraria minima.

A questo punto, saltano fuori i libbbbberisti di corte, a dire che se metti un salario minimo certi lavori spariscono proprio. Se non avessimo i libbbbberisti di corte a dircelo… Per certi lavori sarebbe anche giusto, o meglio, sarebbe giusto che se vuoi che ti consegnano la pizza a casa, tu paghi i tuoi 5-10 € per il servizio. Cosa che permetterebbe di pagare in modo dignitoso il pirla che pedala sotto la pioggia o sotto il sole per portartela.

Ma soprattutto, perchè si è arrivati al punto che in paesi che si vantano di essere sviluppati, ci siano fasce sempre più larghe della popolazione che non possano avere una vita dignitosa anche con un lavoro stabile?

Non ci crederete ma la radice di tutti i mali è sempre quella: le banche centrali che dovevano “stimolare l’inflazione”, che se no era troppo bassa. Che era lo zero virgola per cento e che invece doveva raggiungere il mitico livello del 2%. E quindi vai avanti a “stampare soldi”. Così i cari governi possono sprecarli per comprare consenso.
Come detto qualche giorno fa, l’inflazione propriamente detta è lo stampaggio di denaro, e invece quel numero che viene chiamato inflazione è l’indice dei prezzi al consumo, un numero totalmente campato in aria e manipolabile a piacere. In mancanza di stampaggio di denaro, tutti i prezzi scendono, perchè qualsiasi industria diventa sempre più efficiente, e quindi a parità di reddito, di stipendio, di paga, si sta sempre meglio, si comprano “sempre più cose”.

In questi ultimi 20 anni, tutte le aziende hanno avuto enormi aumenti di produttività grazie ad internet: enormi risparmi sui corrieri che spostavano carte da una città all’altra, carte consumate a tonnellate nelle fotocopiatrici, oppure spendendo l’ira di Dio per spedirle via fax. L’email ha azzerato questi enormi costi, così come le videoconferenze hanno diminuito di ordini di grandezza la necessità di viaggi di lavoro, per riunioni di poche ore. E il costo dei viaggi fatti comunque è crollato di ordini di grandezza grazie alla concorrenza tra compagnie aeree e tra ferrovie ad alta velocità.

Per non parlare dell’efficienza che ha portato internet su tutti i processi aziendali, dall’e-commerce, anche lato acquisti aziendali, a tutta la facilitazione della contabilità interna delle aziende. Il costo di letteralmente qualsiasi prodotto sarebbe dovuto crollare, invece i signori della politica, coi reggicoda degli economisti di corte, a rivendicare di fare di tutto per fare aumentare i prezzi, almeno del 2%. Ci sono riusciti benissimo, e a quanto pare, per ben più del 2% all’anno.

Hanno creato legioni, che aumentano giorno dopo giorno, di lavoratori poveri. Una categoria che in Europa occidentale era sparita da decenni. E adesso gli stessi colpevoli, cercano di portarsi a casa i voti di questi disperati, promettendo un “salario minimo” stabilito per legge. La morale è sempre quella, lo stampaggio di denaro è il peccato originale. Causa e conseguenza di tutti gli sprechi degli stati, dell’aumento dei prezzi, dell’impoverimento di chi lavora, della svalutazione dei risparmi, della spinta a indebitarsi invece che a risparmiare.

Non ci può essere un dibattito pro/contro il reddito minimo se non si torna a una economia sana. I politici prima creano i poveri e poi gli promettono di salvarli. Con buona pace dei libbbberisti di corte.

Arriverà una economia sana? Ovviamente no. E’ possibile “sanificare” la propria economia famigliare? Certo che sì: farsi pagare in bitcoin, accumulare bitcoin, trovare fornitori che accettano bitcoin, pagare i fornitori in bitcoin. Contribuire a far crescere un ecosistema economico basato su una moneta che non è stampabile a piacere. E vedere come i prezzi dei beni, espressi in questa moneta, scendono col tempo…

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