di GILBERTO ONETO
Ho letto l’intervista di Maroni e non posso che concordare con il giudizio espresso dal Direttore: c’è troppo tatticismo. Davvero troppe furbizie politiche molto italiane che contrastano con lo spirito della nostra lotta. A fronte dell’eccesso di tatticismo c’è anche una evidente carenza di passione: manca il cuore, la voglia di lotta e di confronto, il piacere di essere diversi e “contro”, tutti quei sentimenti un po’ guasconi ma straordinari che hanno segnato e vivificato la nascita e gli anni migliori e più entusiasmanti del padanismo.
Tutto è freddo, calcolato, un po’ burocratico, manca il fuoco della contrapposizione, il sottile piacere di “essere noi e loro essere loro”, di essere diversi e incompatibili, dell’affermare anche politicamente la nostra diversità, la nostra voglia di avere un’altra bandiera, un altro paese oltre che un diverso schema di valori.
Non si sente il cuore, onorevole Maroni, e senza cuore in poli
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