di CORADO CRAFLEN
«Richiamo alla superiore considerazione la destinazione ultima del cosiddetto “oro di Mussolini” che porta al centro del Partito Comunista, con tutte le possibili conseguenze politiche e personali che un'indagine in profondità potrebbe portare».
Così scriveva Ciro Verdiani, all'epoca ispettore generale di Pubblica sicurezza, il 25 dicembre 1945 alla Direzione generale della Pubblica sicurezza del ministero dell'Interno e al capo della polizia, in un “rapporto riservato” avente per oggetto la sparizione del famigerato “Oro di Dongo”, il tesoro che Benito Mussolini portò con sé nella fuga di fine aprile 1945, conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato a Roma.
Il rapporto compare ora nella nuova edizione del libro “Perchè uccisero Mussolini e Claretta. La verità negli archivi del Pci” di Franco Servello e Luciano Garibaldi, pubblicato dall'editore Rubettino (pagine 284, euro 16), arricchita da documenti inediti. «Tra le voci che c