di CLAUDIO ROMITI
Meno di un anno fa il berlusconismo veniva dato per defunto da quasi tutti gli osservatori. Dopo quasi un ventennio di promesse mancate, scosso da una serie di vicende molto discutibili, il Cavaliere sembrava politicamente finito. Tanto è vero in qualche elezione locale i partiti del centro-destra avevano cominciato a togliere il suo nome dal simbolo. Si stava ribaltando una lunga consuetidine, secondo la quale la presenza di Berlusconi rappresentava un grande valore aggiunto in termini di voti. Ma questo repentino, e apparentemente inesorabile declino si è interrotto e poi invertito a partire dall'ultima campagna elettorale.
Ci ha pensato il soccorso rosso a, per così dire, rimpannucciare l'uomo di Arcore. Con in testa Bersani, la sinistra italiana è riuscita nella missione quasi impossibile di resuscitare un cadavere politico, arrivando a farlo passare per uno statista responsabile e lungimirante. E la catastrofica gestione della prima fase della nuova leg
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