PERÙ, LA RIVOLUZIONE CAPITALISTA L’HAN FATTA I LAVORATORI IN NERO

di ARTURO DOILO* Il capitalismo dei poveri La crescita accelerata e la riduzione della povertà, iniziate nel 1993, vennero interrotte dalla crisi asiatica del 1998, che diedero origine a 4 anni di recessione, che riportò la povertà ai livelli di inizio Anni Novanta, culminata con un 54,7% nel 2001. Nel novembre del 2000, inoltre, cade – tra gli scandali – il regime di Fujimori e il Perù ritorna alla piena democrazia. Proprio in quelle condizioni, dal 2002 inizia un lunghissimo, e spettacolare, periodo di crescita, che coinciderà con una straordinaria riduzione della miseria. Il PIL raddoppia tra il 2001 e il 2013 e la povertà si dimezza. La povertà estrema cola a picco, passando dal 24,4% del 2001 al 4,7% del 2013. Oggi è praticamente scomparsa nelle aree urbane e ne rimane traccia in talune aree rurali, dove non supera il 16%, rispetto al 50% e oltre del 2001. Lo sviluppo ha notevoli similitudini con quello avvenuto in Cile, dopo la caduta di Allende, periodo…

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