AL POLITICO SI PUO’ DARE DEL PARASSITA: ARGOMENTANDO

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di REDAZIONE Attribuire il termine “parassita” a uomini politici potrebbe rientrare anche nel “folclore giornalistico”, ma i giudizi devono comunque essere il corollario di un ragionamento, altrimenti è diffamazione. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 48553/11. Il caso Dopo che la Corte di appello aveva confermato la condanna dell’autore di un articolo di giornale, al risarcimento in favore delle parti civili, perché ritenuto colpevole del delitto di diffamazione a mezzo stampa mediante la pubblicazione di un articolo, con il quale offendeva la reputazione di due parlamentari. Diritto di critica o diffamazione? L’imputato presenta ricorso per cassazione deducendo, oltre all’intervenuta prescrizione del reato, il semplice esercizio del diritto di critica nei confronti degli esponenti politici locali, «ritenuti responsabili del degrado sociale e della mancanza di lavoro nella provincia di Caserta». Secondo il ricorrente, la notizia è di evidente interesse pubblico e «il linguaggio può definirsi continente, attesa la natura iperbolica della espressione “parassiti”, riferita ai due uomini politici, e il diffuso processo di desensibilizzazione…

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