di DANIELE V. COMERO
Esattamente sette mesi fa, a gennaio, un giovedì sera salivano al Colle i presidenti di Camera e Senato, per concordare con Giorgio Napolitano gli sviluppi dell’attività parlamentare, dopo la bocciatura della proposta di referendum sul “Porcellum” attuata dalla Corte Costituzionale. Come al solito, al termine c’è un comunicato, che recita: “…Si è espressa la comune convinzione che tocchi alle forze politiche e alle Camere assumere rapidamente iniziative di confronto concreto sui temi da affrontare e sulle soluzioni da concertare. In particolare, alla luce della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale nel rigoroso esercizio della propria funzione, è ai partiti e al Parlamento che spetta assumere il compito di proporre e adottare modifiche della vigente legge elettorale secondo esigenze largamente avvertite dall'opinione pubblica.”
Bene, visto che la situazione sulla legge elettorale, dopo che il tentativo dei referendari è andato a vuot
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