PERÙ, DALLA RIVOLUZIONE COMUNISTA A QUELLA (DI SUCCESSO) CAPITALISTA

di ARTURO DOILO* C’era un tempo, Anni ’70, ’80, in cui i peruviani fuggivano dal Perù per cercare fortuna in Venezuela; oggi, i peruviani hanno preso la strada del ritorno, ma i media evitano accuratamente di spiegarvi il perché. Proviamo a dirvelo noi, prendendo spunto da un lungo saggio scritto dal professor Mauricio Rojas, docente all’Università di Lund (Svezia) e pubblicato sul sito del Cato. Negli Anni ’90, pochi avrebbero scommesso che oggi il Perù sarebbe diventato uno dei paesi di maggior successo dell’America Latina, triplicando il Pil, riducendo drasticamente la povertà e passando da 22 a 31 milioni di abitanti.  Infatti, nel 1990, epoca in cui governava Alan García, la crisi economica era di proporzioni gigantesche e la violenza politica era sulle prime pagine quotidianamente. Tra il 1987 e il 1990, le entrate pro-capite di ogni peruviano si ridussero di oltre il 30%; l’inflazione era alle stelle, giunse ad essere di 2,2 milioni per cento durante il quinquennio di García! Più della metà della popolazione viveva in povertà, soprattutto nelle zone…

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