di MATTEO CORSINI
"L'idea di far precipitare il Paese verso il voto appare più il segno di una reazione emotiva che un disegno politico utile all'Italia. Su questo punto si segna l'ultima differenza nei confronti di Alfano. L'esperienza di Ap, forse mai decollata, si conclude qui con lo scioglimento dei gruppi e la ripresa di autonome presenze parlamentari". Così Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, assieme a un (ristretto) manipolo di parlamentari, ha comunicato al mondo la fine di Ap (Area popolare), il gruppo costituito tempo fa assieme al Nuovo Centro Destra (NCD) che Angelino Alfano fondò dopo il divorzio da Berlusconi, cosa che gli consentì di mantenere la poltrona ministeriale.
Probabilmente per chi ha dato questo annuncio si tratta di una notizia da breaking news sulle principali televisioni del globo, ma l'aspettativa è andata delusa, forse perché contando le lettere che compongono gli acronimi di questi soggetti politici si supera di gran lunga il numero
ma sarà la voglia di conservare più a lungo possibile una poltrona ben pagata fino a garantirsi il passaggio a una pensione o liquidazione sicura per tutta la vita a far accettare qualsiasi tipo di compromesso.. altro che il diritto dei cittadini, cioè dei sudditi…
cesa non conta un cazzo.
Come molti altri che non contano un cazzo, sparirà dalla politica alle prossime elezioni.