di FABRIZIO DAL COL
Voglio fare il bastian contrario. Non si arriverà al referendum in Veneto, punto. Tutto sbagliato e il percorso politico istituzionale fin qui utilizzato si rivelerà del tutto inutile se non si dimostra di aver esperito tutti gli step previsti dal diritto internazionale. Il diritto di autodeterminazione di un popolo non lo può decidere una legge dello Stato, figuriamoci una legge regionale come quella del Veneto, che oltretutto si esporrà al rischio di illegittimità, se la Corte costituzionale stabilirà che si tratta di una legge di materia concorrente con lo Stato. Non lo può nemmeno decidere un popolo che voglia autodeterminarsi se prima non si sono avanzate, in sede internazionale, le richieste necessarie per avviare la procedura di autodeterminazione.
Nemmeno la Scozia ha voluto utilizzare il percorso politico di esercitare il diritto di auto determinazione dei popoli, e infatti il Regno Unito ha recitato la sua parte: si è opposto al Si, ma ha
Potresti aver ragione, ma i fatti dimostrano tutt’altro. Prima, devi dimostrare di essere un popolo. Il Veneto lo è, ma lo deve comunque rivendicare nella sede di chi ti deve poi riconoscere. Quindi, andrebbe prima denunciato lo stato italiano per aver ricevuto dalla Francia un territorio che non era suo. ( “Ricevuto attraverso un referendum truffa”).
L’autodeterminazione dei popoli non deve essere riconosciuta da nessuno se non dal popolo che la richiede, avviene e basta. La sede internazionale per l’indipendenza dev’essere prima rinosciuta da chi vuole l’indipendenza, e questo potrà avvenire esclusivamente in un periodo successivo. Per cui l’Onu o qualunque altra sede di “diritto internazionale”, non hanno voce in capitolo prima dell’autodeterminazione di una nazione che, solo successivamente, dovrà riconoscerne l’autorità, e non è detto che ciò avvenga.