RENZI A RAPPORTO DA NAPOLITANO: VITTIMA DELLE SUE BALLE, IL PREMIER NON SA PIU’ CHE FARE

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di FABRIZIO DAL COL

RENZI NAPORe Giorgio, molto preoccupato dal disastro economico che avanza, convoca in fretta il premier  Renzi al fine di capire quali soluzioni adottare per “cambiare verso”. La  crisi col ministro Padoan, tenuta volutamente di basso profilo, agli italiani non è affatto sfuggita, anzi, se ne erano già accorti da un pezzo, e nasconderla adesso sarebbe proprio da incapaci, soprattutto in un momento in cui la rabbia nel cittadino sta salendo a ritmo pericoloso. Quindi, per ridimensionare e rasserenare la situazione, coscienza vorrebbe, che alcune dichiarazioni del premier fossero più reali, distensive, magari contornate da provvedimenti certi, e che dimostrino la volontà politica di non addebitare più nessun euro sui conti dei cittadini. Sarebbe un bel segnale  per gli italiani, se fosse però in grado di garantirlo  fino alla fine del suo mandato.

E invece il premier che fa ? Va in Tv e parla di fatti concreti realizzati, ovvero continua a turlupinare gli italiani nonostante sia consapevole di non aver ancora fatto ancora nulla che si possa “toccare con mano”. Ecco che allora non gli resta che continuare a farneticare, a raccontare balle, a promettere, esattamente le stesse cose che faceva il suo illustre predecessore, e oggi alleato, Berlusconi.

All’ottimismo inutile, sparso a piene mani dal premier nei primi sei mesi, ci si avvia probabilmente verso al rimpasto di governo, ma non sarebbe certo una novità, in quanto la storia ci ha insegnato che sarebbe inutile cambiare l’orchestra se la musica resta la stessa.

Quando si pensa ad un rimpasto di governo, come è già  accaduto per tutti i governi dell’ultimo ventennio, quasi sempre succede che il governo cada in poco tempo, ma in questo caso, dati gli stessi interessi dei due più grossi schieramenti politici, potrebbe succedere che vogliono cambiare il premier, e magari dicendogli anche : “stai sereno” che duriamo fino a fine legislatura.

Questo è il quanto, ma giusto per chiarire l’arcano, cerchiamo ora di capire il motivo per cui il capo dello stato avrebbe convocato il premier. L’agenda del colloquio, secondo fonti non ufficiali, è la seguente: 1) L’economia va male, la maggior parte degli italiani non fa più fronte alla crisi, la fiducia dei consumatori è ai minimi da più di un anno, e nonostante gli 80 euro, l’Italia resta in piena recessione.  2) Come dicevamo sopra : la sequela di annunci ottimistici del premier Matteo Renzi e il silenzio seminascosto e  forzato del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, vero uomo di contatto con la Troika (Bce, Ue, Fmi). 3) La  disoccupazione altissima, la chiusura delle imprese, il credit crunch, la mancanza assoluta di liquidità’, i redditi personali in caduta libera, elementi da paura che però sono distanti dalla politica del governo. 4) Napolitano segue la Francia, dove Hollande ha fatto fuori in due giorni il ministro dell’Economia dopo che ha criticato l’austerity e la Germania, mettendo al suo posto l’ex banchiere Rothchilds Emmanuel Macron ligio ai voleri della Troika, e sa pure che il 75% dei francesi non crede al premier Valls, tanto meno  che possa rilanciare l’economia.

Napolitano e Mario Draghi al telefono : Draghi ha ricordato l’ottimismo inutile di cui sopra e ha riferito che la cancelliera Angela Merkel non lascerà il minimo spazio al premier Renzi in termini di maggior flessibilità dei parametri di bilancio e spesa. E neanche la Bce farà nulla per ulteriori stimoli, a meno di eventuali emergenze stile 2012.

In sostanza, l’austerity tedesca, ironia della sorte, fa da contraltare alle dichiarazioni che fece Napolitano alla camera nel lontano 1978, quando sosteneva che l’Europa a guida tedesca ci avrebbe portato alla rovina, e ora è costretto a vedere che l’austerity e il rigore restano con l’Italia che non ha alcun scampo in quanto provincia dell’impero europeo.

 

 

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