di DANIELE V. COMERO Ora si che la caccia al Porcellum è aperta, non ci sono più scuse. Mercoledì 25 luglio, ieri, ore 13,30 il Senato approva e cala il sipario sulla vicenda delle Riforme Costituzionali, che più volte ha visto sfiorare il grottesco, ma che purtroppo è costata e costerà molto cara da un punto di vista politico. Con 153 voti favorevoli contro 145, 138 contrari più 7 astenuti, il Senato ha approvato in prima lettura la riforma del Parlamento e della forma di Governo dello Stato, con la nuova formulazione attuata durante i lavori in Aula attraverso una serie di emendamenti. Le posizioni dei vari partiti sono le seguenti. Il senatore Del Pennino, eletto con il PDL ora PRI, nelle dichiarazioni di voto finali ha detto che “si tratta di una riforma improvvisata, pasticciata e contraddittoria, frutto di uno scambio politico all’interno della vecchia maggioranza per ottenere da una parte un Senato federale di cui non si capiscono funzioni, composizione e modalità operative e…















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