ROMA: 200 MILIONI PER NON FAR FALLIRE IL TRASPORTO PUBBLICO. CHISSÀ CHI PAGHERÀ…

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de IL POLENTONE

ATACOgni tanto i giornaloni italici servono a qualcosa. Ieri il Corrierone ci informava del fatto che a Roma, fra i tanti disastri di una città sporca, piena di buche, dove lo sport principale è cercare di fregare il prossimo, il malmesso Comune amministrato dal serafico Ignazio Marino ha l’ennesimo grosso problema.

L’Atac, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico della capitale, è sull’orlo del baratro del fallimento. Se il Campidoglio non la ricapitalizza immediatamente con almeno duecento milioni di euro, gli amministratori saranno costretti a portare i libri in Tribunale. Se non lo faranno, rischieranno in solido coi loro capitali. E siccome Marino non ha in cassa il becco di un quattrino, sarà il governo a intervenire con un finanziamento speciale per Roma caput mundi potete già immaginare fin d’ora da quali tasche verranno rapinati quei quattrini. Intanto i dipendenti dell’Atac, molti dei quali sono i classici amici degli amici, per non dire parenti degli amici, attuano lo sciopero bianco: guidano i bus a velocità ridotta, tanto non si accorge nessuno perché a Roma è sempre così.

Bravi e docili padani, pagate anche per tenere in piedi questo sfascio!

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