di REDAZIONE A quasi dieci anni dalla pubblicazione del primo libro di traduzioni in lingua bergamasca di alcune fiabe di Andersen (era il 2005 e fu per ricordare i duecento anni dalla nascita dello scrittore danese) Giancarlo Giavazzi di Bergamo ha voluto offrire – ai bergamaschi e non – un ulteriore contributo alla divulgazione della…
di GIANNI SARTORI Intervista a Baykar Sivazliyan (foto sotto), docente universitario, esperto di Storia e letterature dell’area mediorientale e scrittore armeno. Iniziamo con qualche notizia biografica. In quali circostanze la sua famiglia è arrivata a Venezia? Sono nato in una famiglia di sopravvissuti al Primo Genocidio del Ventesimo secolo. I miei nonni venivano da parte…
di PAOLO MATHLOUTHI Hugo von Hofmannsthal notava che la letteratura è lo spazio sacro di una Nazione, vale a dire la sua autobiografia, lo specchio di Alice nel quale si riflettono vizi e virtù, grandezze e miserie di una comunità. Le forme attraverso le quali si esprime l’estro culturale di un popolo altro non sono…
di REDAZIONE Un fine settimana all’insegna del Medioevo a Monticello Brianza (Lc), protagonisti assoluti i Longobardi. La storia e i segreti di questa popolazione “barbarica”, che conquistò l’Italia nel VI secolo e vi regnò per duecento anni lasciando una traccia indelebile nella nostra storia, saranno svelati con una grande mostra archeologico-didattica, un campo storico, attività…
di ROMANO BRACALINI In occasione della mia conferenza di domani, lunedì 7 aprile, al Centro Svizzero di Milano sul tema: “Carlo Cattaneo da Milano alla Svizzera”, ho dovuto per forza di cose rinfrescare le mie nozioni sul grande federalista lombardo e sul suo lungimirante progetto di libertà più che mai valido oggi. Nella solitudine di…
di GIANNI SARTORI Raramente le parole hanno reso con tale cruda evidenza il duplice grado di alienazione derivato dalla perdita della propria identità e contemporaneamente dall’identificazione dell’oppresso con la scala di valori dell’oppressore (o, se preferite, della vittima e del carnefice). Gli schiavi di Haiti, in gran parte originari dal Dahomey, per indicare la fuga…
di REDAZIONE La protezione dei deboli, l’abnegazione al dovere, la subordinazione degli interessi particolari al bene generale. Sono i valori universali di un ordine monastico-militare, i Templari, che ha fortemente inciso sulla concezione stessa dell´identità europea. La Fondazione DNArt ha promosso la realizzazione di una mostra al Mu.MA – Museoteatro della Commenda di Prè di…
di ROMANO BRACALINI Ogni territorio ha una carica di simboli riconoscibili che ne spiegano la scelta e l’elezione. Gli stati preunitari erano governati da dinastie straniere, sia pure italianizzate. I Savoia chi erano se non gli antichi vassalli del re di Francia, calati in Italia dalla giogaie svizzere. A Torino la lingua di stato era…
di ROMANO BRACALINI Renzi che va a Berlino col berrettuccio in mano e la parlantina senza freni di un fiaccheraio toscano, rimanda ai viaggi d’ossequio dei reali italiani che a fine Ottocento con Crispi, bombardiere nero, erano ansiosi di mostrarsi a Birsmarck come alleati affidabili e potenti. Ma il cancelliere di ferro, nella sua rigidezza…
di VINCENZO GULì* e GIOVANNI MADULI Ancorché in ritardo, non è superfluo ricordare che il 17 marzo 1861 si compiva l’infausto destino dei popoli meridionali e siciliani; un destino che aveva in serbo per quei popoli ben dieci anni di violenze, stupri, saccheggi, fucilazioni e miseria e per i decenni a venire migrazioni di massa…
di ETTORE BEGGIATO Il referendum di annessione della Crimea viene bollato da più parti come “illegale”, “caricatura”, “antidemocratico”, “sotto ricatto politico e minacce d’invasione” ecc.; non parliamo poi del risultato definito “bulgaro” visto che la percentuale di favorevoli all’unione con la Federazione russa si aggira attorno al 93%. Non entro nel merito dell’affermazioni di notisti,…
di GIANNI SARTORI Il garrote, lo strumento che la mattina del 2 marzo 1974 spezzò le vertebre cervicali di Salvador Puig Antich (“Metge”) ponendo fine in maniera ignobile alla sua breve vita di meccanico-studente-guerrigliero (o “rapinatore” secondo lo Stato) evocava sicuramente fosche atmosfere da Santa Inquisizione, ma in realtà era quasi contemporaneo della ghigliottina e…
di ETTORE BEGGIATO Pochi conoscono le dimensioni dell’emigrazione veneta: dal 1875 in avanti si calcola che quasi un milione di veneti abbiano cercato fortuna all’estero, viste le disperate condizioni nelle quali si era venuta a trovare la nostra Terra all’indomani dell’annessione all’Italia. In buona parte andarono in Brasile, soprattutto negli stati meridionali, Rio Grande do…
di ENZO TRENTIN Alla marcia silenziosa di Montagnana (PD) di domenica 23 febbraio, hanno partecipato poco più di un centinaio di persone, quasi tutte sbandieranti il gonfalone di San Marco. Di contro sono apparsi anacronistici i circa 50 poliziotti in servizio d’ordine pubblico, tutti inappuntabilmente in assetto antisommossa. I marciatori silenziosi affermano di non appartenere…
di RODOLFO PIVA Mentre stavo effettuando degli approfondimenti storici documentali, ho incontrato di nuovo un documento che avevo conservato nel mio archivio e che nonostante i suoi oltre settanta anni dalla sua emissione mantiene una sorprendente lucidità,freschezza, chiarezza ed attualità. E’ per questo motivo che ho pensato di proporlo alla redazione dell’Indipendenza. La Dichiarazione dei…
di DANIEL MOSCARDI Anche tra gli appassionati di storia pochi sanno che l’ultimo Granduca di Toscana fu, almeno nominalmente, Ferdinando IV di Asburgo Lorena (1835-1908). Primogenito e quindi erede al trono di Leopoldo II, Ferdinando assunse il titolo granducale nell’esilio d’Austria, dopo che il padre era stato costretto ad abdicare dall’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, nel…
di GILBERTO ONETO Caro Direttore, leggo sul nostro quotidiano l’annuncio di una iniziativa del Comune vicentino di Arzignano sulle foibe. Fa bene quel Comune a organizzare e pubblicizzare commemorazioni di una vicenda così tragica e facciamo bene noi a darne notizia. Su quella dolorosa vicenda si sono però fatte troppe speculazioni: le sinistre l’hanno ignorata…
di REDAZIONE Su Tabloid, periodico ufficiale del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia (anno XLIII, n. 4-6, settembre-dicembre 2013, pagg- 70-72), Franco Abruzzo ha pubblicato un pezzo titolato “Quando Il Caffè univa già l’Italia. L’illuminismo milanese che anticipò il Risorgimento” a presentazione della riproposizione di un articolo di Gian Rinaldo Carli, pubblicato nel 1765 proprio…
di DANIEL MOSCARDI L’elite nobiliare-massonico-affarista che rappresentava uno “zero virgola” della popolazione italiana al 1860 riuscì a conquistare il potere attraverso il cosiddetto Risorgimento anche perché conosceva bene due concetti fondamentali per la conquista e il mantenimento del potere. Il primo era quello che una minoranza ben organizzata avrà sempre ragione di una maggioranza disorganizzata,…
di ROMANO BRACALINI I motivi di incompatibilità li aveva intravisti lucidamente Filippo Turati, capo dei socialisti lombardi, pochi decenni dopo l’unità. La crisi di fine secolo, le sconfitte militari in Africa, il discredito dello Stato italiano favorivano le tentazioni separatiste sia al Nord che al Sud. La “questione morale” scuoteva il Paese. Si conveniva che…
di REDAZIONE È morto a Créteil a 90 anni suonati François Cavanna, noto in Francia più semplicemente come “Cavannà”, il vecchio druido della satira. Nel 1960 aveva fondato con Georges Bermier – il mitico “professor Choron” – il settimanale Hara-Kiri (sottotitolo: “Giornale bestiale e cattivo”) e nel 1970 l’altrettanto famoso Charlie Hebdo, che è sopravissuto…
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