di SALVATORE ANTONACI L’amministrazione Obama ribadisce le direttive della propria politica estera perlomeno nell’area nord-occidentale africana tentando di rimediare alla sequela di figuracce collezionate nello scacchiere vicino-orientale. La conferma giunge autorevole dal portavoce della casa Bianca Jay Carner che, commentando la prevista visita del sovrano marocchino Mohammed VI negli Stati Uniti, ha offerto il proprio pieno appoggio al piano marocchino “di larga autonomia del Sahara nell’ambito della sovranità e dell’unità del Marocco” qualificando il medesimo come “serio, realistico e credibile”. Si tratta di una cambiale in bianco per il governo marocchino, alleato di ferro di Washington nella lotta contro il terrorismo islamico la cui pericolosità e virulenza si è oltremodo accresciuta nei territori viciniori (basti pensare alla Mauritania ed al Mali, al centro delle cronache politiche e militari degli ultimi mesi). Ma, al contempo, rappresenta una pesantissima ipoteca negativa per quel popolo senza patria costituito dai sahraui (letteralmente “quelli del Sahara”), una popolazione stimata in centinaia di migliaia di persone costretta a vivacchiare in una…















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