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Salmond: il sogno non morira’ mai. ma si dimette da tutto

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del DIRETTORE

salmond sconfittoVedete cosa significa essere persone serie e politici responsabili: Alex Salmond ha perso il referendum in Scozia e oggi pomeriggio si è dimesso sia da primo ministro Scozzese che da leader dello Scottish National Party.  Salmond non accettera’ nemmeno la nomination alla conferenza annuale del Snp a novembre e si dimettera’ da primo ministro scozzese. “Cosi’ – afferma Salmond – sara’ possibile eleggere un nuovo leader”.  Se avesse vinto il “sì”, ha spiegato, non si sarebbe dimesso. “Il sogno non morirà mai – ha aggiunto Salmond – ma non ci sarà un nuovo referendum nel prossimo futuro”.

Tanto di cappello, anche se la sua paradossalmente è una sconfitta considerata per certi versi un successo, perché l’aver fortissimamente voluto questo referendum rappresenta uno spartiacque fra il prima e il dopo. Se pensiamo a quel che è successo e succede in Italia, c’è solo da piangere. Siamo tutti Alex Salmond!!!

E intanto già cominciano i distinguo nel fronte unionista sul nuovo programma di devolution per la Scozia. Il premier David Cameron  ha ribadito che entro gennaio sarà prodotta una bozza di leggi per la devoluzione  promesso prima del referendum. Non solo: più autonomia sarà garantita anche alle altre regioni del Regno: Inghilterra, Irlanda del Nord e Galles.

Ma il piano di Cameron trova la resistenza del leader laburista Ed Miliband, che riconosce il bisogno delle riforme e propone che il dibattito inizi prima delle elezioni politiche fissate per il maggio 2015. Ma, e questa è la grande differenza con la proposta di Cameron che vuole arrivare a una bozza di devolution entro il prossimo gennaio per poi votarla dopo le elezioni, il leader dell’opposizione preferisce la creazione di una convention costituzionale per completare la riforma più tardi, nell’autunno del 2015.

E ancora Salmond, annunciando l’addio, accusa: “Oggi David Cameron si è rifiutato di impegnarsi per una seconda lettura a Westminster di una legge per maggiori poteri alla Scozia entro il 27 marzo 2015. Una promessa fatta da Gordon Brown nella campagna referendaria”. Chi ha votato no confidando su queste promesse, deve ora sperare che non siano state scritte sull’acqua. Anche se, qualora venissero tradite, gli scozzesi tutti sono pronti a punire i partiti unionisti alle prossime elezioni politiche.

 

 

 

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2 COMMENTS

  1. Grande gesto, ma io avrei preferito se non si fosse dimesso, perchè adesso c’è da trattare con Londra sul mantenimento delle promesse fatte!!!!!

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