di SALVATORE ANTONACI Il 22 aprile prossimo, i francesi sceglieranno il nuovo inquilino dell’Eliseo, il palazzo presidenziale che plasticamente sembra incarnare il potere repubblicano (ma quanto simile all’omologo monarchico del tempo che fu) della Francia una ed indivisibile. Molti, però, non sembrano darsene per intesi e pensano ad iniziative clamorose di boicottaggio come l’astensione dal voto o la contestazione nei confronti dei candidati alle prese con il tour elettorale per i quattro angoli dell’esagono. E’ il caso dei savoiardi eredi dei fieri Allobrogi, per dirla coll’Alfieri, che hanno già espresso tutto il loro disappunto avverso quella che viene definita, senza mezzi termini, una chiamata alle armi da parte dello stato occupante. L’oppressore è, ovviamente, la République, accusata di essersi appropriata di un territorio orgogliosamente libero nonché culla dell’omonima casa regnante poi sventuratamente autrice della triste impresa unitaria italiana. In verità con il trattato di Torino del 1860 il Regno di Sardegna cedette la regione all’Imperatore dei francesi Napoleone III in compenso dei famosi servigi contro…















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