di SALVATORE ANTONACI Prosegue il fuoco di fila di rivelazioni, attacchi polemici e difese in stile schermistico che stanno caratterizzando l’avvio della lunga campagna referendaria scozzese destinata a culminare, come oramai sapranno in molti, il prossimo 18 settembre. Questa volta a finire, per così dire, nella graticola è nientemeno che la Baronessa Thatcher, già Premier britannico dal 1979 al 1990 e passata a miglior vita da pochi mesi. Nessun attacco diretto alla memoria, sia ben chiaro, ma una desecretazione di colloqui avuti con i più stretti collaboratori che certamente non aggiungerà un surplus di benevolenza nei confronti della Lady di Ferro da parte dei sudditi scozzesi. Una riunione, in particolare, sta sollevando un vespaio che rinfocolerà, inevitabilmente la polemica politica contingente. L’anno è il 1984. Sbaragliata la dittatura argentina con il vittorioso conflitto delle Falkland ed ancora alle prese con lo sciopero dei minatori (anche quest’ultimo terminerà con un successo del governo),la Thatcher decise di dare “una sforbiciata” al budget scozzese, ovvero all’ammontare dell’assegno annuale…















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