FONTE ORIGINALE: www.corriere.it
ROMA - Venti milioni di lire «in nero» presi da Bossi e consegnati al partito. Una sospetta tangente che il Senatur avrebbe accettato oltre dieci anni fa emerge dai verbali dell'inchiesta sui falsi bilanci della Lega Nord. A rivelarlo è Nadia Dagrada, la segretaria amministrativa che con le sue telefonate notturne con il tesoriere Francesco Belsito ha svelato come veniva gestita la cassa del partito. E quattro giorni fa, davanti ai pubblici ministeri di Napoli e Milano, ha confermato come i rimborsi elettorali fossero diventati la cassa privata del leader e della sua famiglia allargata alla vicepresidente Rosy Mauro e al suo amante poliziotto. È stata lei ad elencare a quanto ammontano gli esborsi per le spese mediche e legali, le auto di piccola e grossa cilindrata, le vacanze, ma anche i diplomi e le lauree ottenuti sborsando centinaia di migliaia di euro. Una girandola di fatture false, bonifici e assegni che fa dire a Daniela Cantamessa, assi
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