Statuto del contribuente: il pianto ipocrita dei commercialisti d’Italia

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di ANGELO PELLICIOLI Nei giorni scorsi, si è tenuto a Bari il congresso nazionale dei commercialisti. Come al solito, nell’assise, si è discusso principalmente dei problemi economici e fiscali. E come al solito si è dato fiato alle trombe (ed ai tromboni) senza approdare a quelle poche significative, ma incisive,  azioni che, qualora intraprese, possano far pensare ad un reale cambiamento dello status quo burocratico e fiscale nel quale il nostro belpaese  si crogiola beato. Già il fatto che i commercialisti si siano presentati al congresso con due fazioni, (equivalenti  per numero di delegati nazionali), oggi duellanti fra loro più che mai  e  sospinte da una faida atroce che  le vede autrici di ricorsi e azioni legali, da ambo le parti, ci fa capire che aria tiri in casa dei  cultori del fisco. Della serie: se non riescono nemmeno a risolvere i problemi in casa loro, come potranno essere credibili e, soprattutto risolvere i problemi dei cittadini contribuenti che se ne impippano assai dei loro giuochini…

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