di ENZO TRENTIN
Bartolo da Sassoferrato fu il giurista probabilmente più insigne del medioevo, nato appunto nella cittadina vicina ad Ancona e vissuto nel XIV secolo, professore all’Università di Pisa ed in Polonia, ma apprezzato enormemente in tutta l’Europa. Egli fu il primo a concepire l’idea che il diritto doveva unirsi con la vita di tutti i giorni e con i suoi bisogni concreti, quindi lo studio ed il commento del «Corpus Iuris Civilis» fu improntato per adattare il diritto romano a questi bisogni. Egli nel trattare la materia faceva attenzione ad evidenziare lo spirito di una legge piuttosto che la formula, usando l’analogia ed il principio di «aequitatis iuris» (o giustezza della legge) per poi commentare o postillare ed aveva seguaci in tutta l’Europa chiamati bartolisti, dialettici o commentatori. Egli, soprattutto nel suo caposaldo giuridico, il "De Tyranno", mise l'evidenza sui ruoli legalitari che si stavano costituendo nel medioevo e che introducevano
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