di SALVATORE ANTONACI Mentre si attende il referendum prossimo venturo, il governo catalano pensa già in proprio e organizza il futuro. Il presidente catalano Artur Mas ha inaugurato, a fine febbraio, la rete Tributs de Catalunya, la rete tributaria definita “l’embrione” di “una struttura di Stato”, alla base della costruzione della futura agenzia tributaria catalana. Si tratta di una rete di uffici di attenzione al contribuente, sull’intero territorio della regione, per offrire uno sportello unico, disporre di “uno strumento efficiente di lotta all’evasione” e dare attuazione a uno degli obiettivi previsti da Convergencia i Union (CiU) nel suo programma elettorale e nel patto di governo con gli indipendentisti di Esquerra Republicana de Catalunya (Erc). L’obiettivo è arrivare a riscuotere e gestire tutte le imposte dei catalani. Nel suo intervento inaugurale, Mas ha assicurato che l’iniziativa non rappresenta “una sfida allo Stato spagnolo”. Ed ha riconosciuto che in materia fiscale la Catalogna “ha un’esperienza tributaria di soli 20 anni, pertanto insufficiente”. “E’ una delle nostre grandi…















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