Trieste Libera: Il 2014 sarà l’anno della rivoluzione civile

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di ROBERTO GIURASTANTE Benvenuti nel 2014. Un nuovo anno che arriva alla fine di un 2013 disastroso per l’economia di Trieste. La città vede orizzonti carichi di nubi minacciose che si addensano. Mentre si rinnova la diaspora dei triestini costretti a lasciare la propria terra sotto la minaccia della miseria dilagante, l’aggressione contro il porto delle mafie istituzionalizzate italiane raggiunge il suo culmine. L’obiettivo per i rappresentanti del malaffare è duplice: da una parte eliminare per sempre il più pericoloso competitore dei porti italiani, dall’altra speculare sugli immensi spazi che si libereranno per avviare poderose speculazioni immobiliari a trazione criminale. Le autorità italiane non fanno nemmeno mistero delle loro intenzioni. Secondo il Prefetto di Trieste Garufi, i punti franchi del porto internazionale di Trieste devono essere eliminati in quanto ostacolo allo sviluppo. Del malaffare, appunto. Progetti ambiziosi per ridurre definitivamente Trieste a colonia di lusso della ‘ndrangheta calabrese, di cosa nostra siciliana e delle camorre campane unite. Senza dimenticarci delle mafie dell’Est, che vedono Trieste…

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