di GIANLUCA MARCHI
Vedete, cari amici indipendentisti (almeno per chi lo è, non amico, ma indipendentista) è persino banale dire che "oggi siamo tutti Doddore Meloni". Lui, il più conosciuto e battagliero degli indipendentisti sardi, si è lasciato morire in carcere dopo 69 giorni di sciopero della fame e della sete. Ha voluto ripercorrere, fino all'estremo sacrificio, la strada indicata da Bobby Sands, eroe dell'indipendentismo nordirlandese che si lasciò morire in carcere in segno di protesta per il regime duro a cui venivano sottoposti i detenuti repubblicani.
Doddore Salvatore Meloni era stato messo in galera il 28 aprile scorso a seguito di una sommatoria di pene per reati fiscali (il nostro amico Leo Facco lo farebbe santo subito per quei reati finalizzati a fregare lo stato italico), e all'appuntamento si era presentato innalzando la bandiera dei Quattro Mori e portando sottobraccio la biografia di Bobby Sands. In un certo senso lui aveva già scelto il proprio destino
Forte. Capo uomo
Lo sciopero della fame portebbe essere
D’accordo al 100%. Non riesco a dire nulla di più, da quando ho appreso la notizia, ho perso le parole.
Un governo di sfruttatori come questo conosce sono un mezzo, per farlo recedere: la forza!
Concordo, ma la forza non esiste!
Un duro.
Ora che è morto lo stato ladro come fa a recuperare le multe che gli aveva fatto?
Lo sciopero della fame potrebbe essere un buon mezzo di protesta contro le ignominie e le condanne fiscali.
Ma chi ha il coraggio di Meloni?
E i separatisti sardi , ora che faranno?
Chiacchiere e distintivo?