di MATTEO CORSINI
Tra i tanti che propongono come soluzione ai problemi dell’Europa la monetizzazione della spesa ci sono anche (il quasi premio Nobel) Renato Brunetta e Giovanni Tria, i quali, dopo aver messo in evidenza i fallimenti nel processo di convergenza e squilibri macroeconomici tra i Paesi dell’eurozona, sostengono: “In questo contesto, è chiaro quel che si dovrebbe fare, anche se farlo implica cambiare le regole che sovrintendono l’Unione monetaria. Ad oggi non è facile cambiarle, ma la strada non è quella del non rispetto delle regole, anche se fino ad oggi l’Unione si è arrangiata accettandone sostanzialmente la violazione o la loro flessibilità. Ciò che manca sono gli investimenti necessari al sostegno della domanda interna all’eurozona, ma soprattutto a recuperare competitività sui mercati internazionali e ad assicurare la sostenibilità di lungo periodo, innanzitutto sociale, della crescita.”
Suppongo che nessuno si meravigli se gli investime
Basta questa Europa, basta questa Italia! Non si può continuare con questo delirio. Stiamo andando verso un fallimento epocale.
I soliti giochi delle tre carte.
Teoria malata.
La ricetta è semplice.
Meno tasse e meno stato.
A guardarsi indietro si vede che è stata praticata sempre la via opposta, più tasse e più stato.
I risultati li viviamo.
Non c’è santo, serve proprio un reset planetario, con gente comune che rincorre i responsabili con mazze, spranghe, catene.
Purtroppo si soffrirà ancora prima di questo.