VIVA LA POLENTA, ANCHE SE NON È PATRIMONIO DELL’UNESCO

di GIANFRANCESCO RUGGERI Sul finire del 2017 l’Unesco ha sentenziato che la pizza napoletana è patrimonio dell’umanità, è arte: ne consegue che ogni singolo pizzaiolo, anzi “pizzaiuolo” napoletano è un artista. Öh la pepina! Si potrebbe far della facile ironia, si potrebbe ribattere che la polenta è una tale meraviglia da non aver neppure bisogno di un simile riconoscimento, ma si potrebbe anche ricordar quel “pizzaiuolo”, napoletano doc, che dalle mie parti cambiava il pannolino pieno di pupù del figlio sul bancone della cucina, tra gli impasti della pizza. Sembra che i Nas non hanno compreso l’aspetto innovativo e sperimentale di questa sua performance artistica visto che l’hanno fatto chiudere: magari i posteri lo rivaluteranno come è avvenuto per Van Gogh. Ad ogni modo si potrebbe dir questo e molto altro, ma in fin dei conti tradiremmo solo una sorta di invidia, di malcelato fastidio per il risultato ottenuto dai nostri confinanti mediterranei. In questo caso dobbiamo invece far loro i nostri più sinceri complimenti…

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