di PAOLO L. BERNARDINI Se al modo di dire “scoppia un 48”nei secoli futuri si sostituirà quello “scoppia un1 4”, dal mio quartierino nell’aldilà non potrò che essere felice, e sorridere soddisfatto. In questi giorni di gennaio, giorni d’attesa trepida, di preparativi, di aspettative, di lotta, ritorno volentieri, e offro ai lettori un ulteriore motivo di riflessione, sull’esperienza che diede vita al 1848, ancora più che mai viva nella coscienza siciliana e napoletana, una scintilla che accese le polveri di un continente intero, con ampi strascichi globali. Perché è da quelle che sembrano periferie, ma non lo sono –la Sicilia del Regno delle due Sicilie, uno degli stati più importanti non solo del Mediterraneo, ma del mondo, a metà Ottocento, ricco di denaro e di industrie, di talenti e di possibilità – che scoppiano spesso scintille che mettono in crisi interi sistemi di equilibrio dei sistemi politici, come quello instaurato dalla Lega Santa a Vienna, nel 1815, che avrebbe dovuto garantire eterna pace al mondo,…















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