di ARTURO DOILO
Con la discesa al Sud di Salvini, la Lega Nord ha definitivamente, ma soprattutto ufficialmente, messo fine a quell'ambiguità indipendentista che si cela dietro il fantomatico articolo 1 dello Statuto. Ciononostante, la partita delle partite all'interno del movimento si sta giocando, e si giocherà, in Veneto, dove la voglia di secessione è decisamente più sentita che altrove, essendo un argomento da campagna elettorale prossima ventura.
In Veneto, lo scontro a tre che contrappone Tosi a Zaia e Tosi a Salvini - con implicazioni anche sulle future elezioni regionali - è iniziato da tempo. Dapprima, l'attuale governatore s'è dovuto chinare alla vittoria del sindaco di Verona per la segreteria della Liga Veneta. Ora, le ambizioni nazionaliste di Tosi (che per un certo periodo ha accarezzato il sogno di diventare leader del centrodestra, magari tramite le primarie) si stanno infrangendo contro lo scoglio Salvini, che a differenza di Zaia ha rilanciato il
Trovo che il comportamento di Tosi sia coerente con la sua idea di fondo. Spingere per un fantomatico Nordest unito, da contrapporre ad un fantomatico Nordovest serve solo ad aiutare il centralismo italiano. In assenza di una massa critica padana, il concetto di lombardo veneto è comunque capace da solo di impensierire Roma, di fare molto male, tenerli separati ed anzi metterli in contrapposizione è un favore fatto a Roma, è un modo per perpetrare la logica del DIVIDE ET IMPERA di cui subiamo le nefaste conseguenze da 2000 anni. Inoltre manda a farsi benedire tutto quanto fatto per il referendum veneto, non molto, ma comunque va tutto nel cestino se scompare la regione veneto e Roma ringrazia una seconda volta!!!!
tosi non è indipendentista e nelle file della lega opera contro l’idea di indipendenza, lui come tanti altri, la lega è infiltrata da soggetti di ogni tipo, con la differenza che Tosi ha più o meno sempre detto quello che pensava e andava espulso da tempo, la colpa è quella, mentre soggetti come Borghezio hanno spudoratamente cambiato modo di parlare.
La partita leghista si gioca al circo Togni, come da 25 anni a questa parte.