di FIORENZO PIEROBON
Sin dai tempi di "Veneto Stato", in cui ricoprì per un anno l'incarico di presidente - Lucio Chiavegato era contrario a candidare il partito alle elezioni nazionali italiane. "Non a Roma, un partito indipendentista veneto deve battersi sul proprio territorio", affermava. Una tesi che, però, ruppe a sua volta il fronte interno di quel che era rimasto del partito, dopo le divisioni con Morosin e Busato.
Oggi, che Chiavegato è tra i co-fondatori di "Noi Veneto Indipendente", viene accusato di essere un "caregaro", ovvero uno interessato solo a trovare un posto in politica. Forse per questo motivo, sul suo sito ha scritto una lettera aperta intitolata: "Da qua alle Regionali sarà una lotta a colpi bassi", in cui si appella agli indipendentisti altri (gli avversari politici suoi e del movimento a cui appartiene) al fine di evitare di essere attaccato a prescindere.
Scrive: "Il mio appello è solo questo. Chiunque si candidi per le Regionali come ca
Dimmi con chi vai e ti diro’ chi sei.
Sufficientemente chiaro Chiavegato?
Dopo trenta anni di prese per il culo in nome dell’autonomia, del federalismo e dell’indipendenza, l’auspicio e’ che questo circo delle regionali sia l’ultima, sperando che non sia troppo tardi.
Sono disposto a perdonare molte cose, ma questo tipo di errore politico assolutamente no. Dal giorno dopo le elezioni regionali, mi auguro che non si senta piu’ parlare di voi, per il bene dell’indipendenza del Veneto.
Leggo qui di una preoccupazione circa i colpi bassi che potrebbero manifestarsi tra le liste concorrenti. Certo che è a dir poco disarmante, è come se si fosse detto ai veneti non votateci, tanto si sa già che il risultato sarebbe scontato. Sono anni che vengono rifilati colpi bassi ai veneti, e nessuno prima si era mai preoccupato di ciò. I capolista sono li a sperare di racimolare i voti necessari per essere eletti. Ora aspetteremo di vedere una marea di liste con nomi altisonanti e inneggianti all’indipendentismo, e al ballottaggio li vedremo allearsi coi partiti più grandi per evitare lo sbarramento e conseguire così la conquista di uno scranno.