Ben venga l’indipendenza, ma servono prima patti chiari!

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di ENZO TRENTIN Esistono ambienti indipendentisti veneti che si pongono domande speculative di questo tipo: «Per un indipendentista è più vantaggioso investire risorse intellettuali, fisiche ed economiche [magari candidandosi alle regionali] per seguire le vicende italiane, dalle cui sorti egli si vuole affrancare ben sapendo che non è dall'interno che le istituzioni italiane possono essere cambiate, come insegna la lunga storia della LN e del M5S; oppure appare più produttivo spendere quelle stesse risorse per prefigurare in quale nuovo Stato indipendente desidera vivere?» La prima questione che salta agli occhi è che molti pseudo leader indipendentisti non hanno, o sembrano non avere, una memoria storica adeguata. Posta in altri termini, possiamo affermare che costoro hanno un'infarinatura dei fasti della Repubblica di Venezia che, a parole, aspirano a resuscitare. Ma quale? Quelle comunale delle origini, o quella patrizia? Ed eventualmente chi sarebbero gli omologhi odi
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