di CORRADO GALIMBERTI
“La Siria non fornisce all’Occidente computer, televisori al plasma, cellulari, capi d’abbigliamento, oggetti di ogni sorta, tutti “made in China. Per questo i mass media preferiscono parlare di Assad, mentre stendono tappeti rossi ai tagliagola cinesi che stanno annientando il popolo tibetano”.
Le parole di un attivista dell’associazione Svizzera-Tibet, confidate pochi giorni fa a un giornalista - la Confederazione elvetica è il Paese che ospita la più folta comunità tibetana in Europa – per i fan della Realpolitik sono da compatire. Ma non fanno una grinza. Nessuno vuole rompere le uova nel paniere ai cinesi, che permettono ai giganti dell’informatica di produrre un pc per 4 dollari e cinquanta centesimi e di rivenderlo a noi a 1500. Quindi, meglio ignorare ciò che un profugo tibetano ha dichiarato pochi giorni fa ad Asia New, dopo essere fuggito da Lhasa, città sotto assedio e dove volano più manganelli che mosche. “I tibetani stan
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