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Vietato votare sulle tasse! e i parlamentari si stabiliscono lo stipendio

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di ROMANO BRACALINI Quando nel 1946, dopo il referendum istituzionale, l’Italia divenne una repubblica cambiò solo la forma dello Stato. Molte leggi,regolamenti e consuetudini del passato monarchico e fascista transitarono senza apparenti modifiche nel corpo del nuovo stato repubblicano. Molte regole e riti di specie  monarchica continuano a sussistere sotto l’apparenza della “democrazia repubblicana”. Anche la Carta costituzionale, entrata in vigore nel 1948, conteneva articoli di chiara derivazione autoritaria. In fatto di tasse e gabelle, la repubblica non si è dimostrata migliore dei regimi passati, in parecchi casi s’è dimostrata peggiore. Riguardo ai referendum popolari, che sono alla base di ogni democrazia liberale, come gli Stati Uniti e la Svizzera, l’articolo 75 della Costituzione, tra l’altro, recita: "Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio,di amnistia e di indulto,di autorizzazione a ratificare trattati internazionali".
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3 COMMENTS

  1. Costituzionalmente la proprietà privata in italia è subordinata, asservita direi, a necessità e scopi sociali.
    Chi determina questi scopi sociali è il potere.
    E’ evidente che il futuro del settore immobiliare non è roseo.
    Tutt’altro, anche alla luce del riassetto delle rendite catastali avente il solo fine di aumentare la tassazione patrimoniale.
    Per fare cassa i politici sono pronti a tutto, pur di non ridurre il costo dell’idrovora pubblica e pur di non toccare i loro privilegi liberticidi.

  2. A parte i giusti discorsi sulle rivolte provocate da un eccesso di tassazione e della democrazia negata impedendo i referendum su certi argomenti ed i referendum propositivi il punto dolente, nell’occupante Italia è un altro.
    Il parlamento non è un luogo di rappresentanza del popolo, per cui rivolgendosi al parlamentare eletto in zona si possono chiedere modifiche (anche tributarie) alle leggi vigenti. Gli eletti in Parlamento, grazie al Porcellum, vengono decisi da una decina di persone in tutte, per le liste bloccate, i capi di partito, a cui restano fedeli anche con la minaccia di elezioni anticipate in cui evidentemente non sarebbero rieletti.
    Quindi oltre ad avere una democrazia bloccata abbiamo anche un parlamento bloccato che va avanti ad approvare leggi decise e scritte altrove.

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