di GILBERTO ONETO
I vaticanologi sono quelli che interpretano i più piccoli segnali che si colgono nelle segrete stanze per capire cosa succeda davvero dietro alle prese di posizioni ufficiali della Chiesa. Proviamo a fare i legologi per capire cosa si muova dietro all’apparente monolitismo del salvinismo imperante e dei suoi successi mediatici.
Giorni fa Giuseppe Leoni, uno che neppure starnutisce se non glielo dice Bossi o qualche pretone, se l’è presa con lo scarso federalismo del nuovo Segretario federale mettendolo in guardia contro l’eccesso di apertura nei confronti dei “terroni”. Maroni, in un momento di euforia, ha belato che si dovrebbe tornare al “via da Roma”. L’altro ieri Calderoli (un altro che non prende una iniziativa – neppure la più strampalata – senza che ci sia dietro qualche pressione “autorevole”) ha ribadito alla Berghem Fest che «deve essere chiaro che la Lega Nord è una cosa, Noi con Salvini e tutto il resto è un’altra»