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Blues brothers e l’eterno conflitto tra libertà e statalisti

Da leggere

di SERGIO RICOSSA I due protagonisti del film, i fratelli Jake ed Elwood Blues, non sono stinchi di santo (il primo è appena uscito di galera); ma sono personaggi veri perché in loro il male e il bene si mescolano formando un cocktail tutto sommato accettabile. L'uomo esclusivamente buono è rarissimo, ammesso che esista, e chi si autoproclama tale è quasi sempre un truffatore della peggiore specie. I nostri fratelli Blues, invece, sono truffatori, ma non della peggiore specie, e mai e poi mai si autoproclamerebbero perfetti. Ed essi hanno il grande merito, ai miei occhi, di satireggiare lo Stato sociale o welfare state che dir si voglia. I politici che applicano lo Stato sociale, a spese dei contribuenti, sono il più delle volte truffatori ben più pericolosi che non i Blues Brothers, ma non finiscono in galera. Anzi, viene lodato il loro senso di solidarietà, eccetera. Il trucco di questi politici sta nel farci sembrare gratuiti i favori che promettono, mentre nulla è
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