di GIANFRANCESCO RUGGERI
Oggi ricorre il primo anniversario dalla scomparsa di Gilberto Oneto e durante questi mesi la sua mancanza si è fatta sentire, i suoi saggi consigli ci sarebbero stati infatti estremamente utili in questo complicato periodo.
Oggi Gilberto verrà ricordato in vari modi, ci sarà chi ricorderà l’uomo, chi ne riproporrà le idee, chi parlerà del paesaggista, chi elencherà i suoi tanti libri invitando a leggerli e rileggerli, cosa sacrosanta e doverosa: io credo invece che il miglior modo per ricordarlo sia quello di applicare il cosiddetto “metodo Oneto”.
Come sapete Gilberto da solo ha riscoperto il patrimonio identitario, linguistico, culturale e storico di un intero popolo, in pratica tutto quello che sappiamo sulla Padania ce l’ha insegnato lui, dopo averlo riscoperto. Nel corso degli anni con pazienza ha sollevato il velo di italianità, ha soffiato via quella polvere tricolore che abbiamo lasciato depositare su di noi e sulla nostra terr
1956 Biandronno (va) sul tetto della nostra casa c’era il ramo di pino si è fatto ferragosto e le zucche illuminate si facevano sempre ai morti
A questo punto Facco mi bannerà per trollaggio, ma non me ne importa. Non riesco a sopportare come si possa ricordare una persona come Oneto, colta, intelligente, ironica e al tempo stesso tenace nel difendere certi valori, con le argomentazioni tipiche del padanismo da tastiera. SI SA che Halloween è una festa di origine celtica, quindi in tutta probabilità portata dagli immigrati irlandesi, poi trasformata nella tipica americanata dal genius loci USA, solo che si dà il caso che quando ero bambino in Toscana si festeggiava Ognissanti con le zucche vuote e intagliate con la candela dentro, con gran divertimento di tutti. E si dà anche il caso che Halloween derivi da (All) Hallow Even, forma arcaica che significa appunto “Sera di Tutti i Santi”. Con ogni evidenza una tradizione popolare trasversale fra la Toscana e l’Emilia o la Romagna, allo stesso modo di tante parole, identiche anche se rese rispettivamente in modo “toscano” e in modo “gallo-romanzo” (Es. la parola “scopa” = “granata” / “garneda”). Da sempre le tradizioni popolari viaggiano, si mescolano e interessano vaste aree al di là dei confini amministrativi, politici e anche etnici. Nel caso delle zucche irlandesi è più che evidente la contaminazione tra la tradizione celtica precristiana e il cattolicesimo tipico di quell’isola. Quindi: 1) cosa c’entra il Viva le Zucche con l’Abbasso il Tricolore? 2) Celti o non Celti, il “dolcetto o scherzetto” e le grullerie varie con cui ci deliziano per Halloween sono solo delle americanate, né più né meno.
In Friuli non si è mai messo la bandiera itagliota, ma la “frascje”, da sempre. La frascje si mette anche nelle case contadine per avvertire i passanti che lì c’è del buon vino e del formaggio.
plaudo alle iniziative per ricordare Oneto!
qui da noi, in Veneto, a fine lavori sul tetto mettevano “l frasca”… non ho ricordo della bandiera per fortuna mia!
Non si vede la seconda foto. Boicottaggio italico… Ciao
Io la vedo