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Anthony De Jasay, l’anarco-capitalista che non piaceva agli accademici

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di MIGUEL ANXO BASTO BOUBETA Anthony de Jasay non era - né tantomeno è - un pensatore molto popolare nel nostro ambiente culturale. Solo uno dei suoi libri è stato tradotto in spagnolo, "Lo Stato".  Tuttavia, in un'attenta edizione del professor Carlos Rodríguez Braun (in italiano un paio di libri, uno dalla piccola casa editrice Leonardo Facco Editore). Il suo pensiero non lo ha aiutato, un anarcocapitalismo che, a differenza della maggior parte dei suoi cultori, non deriva dalla scuola austriaca ma da un'interpretazione radicale della Teoria della pubblic choice. Tutto ciò ha fatto sì che il suo fantastico lavoro non sia stato riconosciuto né dall'uno né dall'altro. La sua opera rappresenta una sofisticata analisi dei principali miti che stanno alla base del pensiero liberale classico. Quando ho letto per la prima volta "Lo Stato", ricordo che sono rimasto colpito dalla sua elaborata critica alla (im)possibilità dell'esistenza di una divisione dei poteri. Anche la sua
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