di ALESSANDRO MORANDINI
Con questo terzo si chiude la serie di articoli post-terremoto elezioni regionali 2020, dedicati all’indipendentismo veneto. Si usa qui il termine terremoto perché le elezioni regionali hanno raso al suolo le liste autonomiste, hanno consegnato alla Lega e a Luca Zaia una schiacciante maggioranza in Consiglio regionale ed hanno escluso dalla competizione liste dichiaratamente indipendentiste. Il comportamento elettorale degli indipendentisti si è così orientato verso persone che avevano precedentemente animato il mondo indipendentista, verso altre liste autonomiste e altri candidati.
I due precedenti articoli si sono concentrati sulle cause dell’insuccesso PDV (Vedi QUI E QUI) e sulla fotografia dello stato attuale dell’indipendentismo veneto, che a dispetto dei catastrofici risultati elettorali sembra essere, proprio in questi giorni, galvanizzato dalla sconfitta, pronto a recuperare la sua originaria vocazione, concentrato sull’analisi dei pro
Come lo chiamiamo: “Veneto Libero”? “Veneto Nuovo?” Prima che la vecchiaia mi ghermisca, sempre a disposizione! Ciò detto, complimenti per la lucida analisi. Le rivoluzioni però le fanno i giovani. Se si renderanno conto della miseria morale materiale ed intellettuale in cui vivono. Se no, pace.
Già I giovani. Dove sono? Perché non si fanno vedere o si fanno vedere poco, perlopiù in Sanca? Forse dobbiamo costruir loro una casa ben attrezzata dove poter far politica?