di ADALBERTO RAVAZZANI
Esistono uomini che hanno fatto la storia. Il loro pensiero, limpido e coraggioso, ha edificato nuovi orizzonti e autentiche possibilità di mutamento.
Gilberto Oneto (1946-2015), architetto, scrittore, giornalista e pensatore autonomista, era qualcosa di più di un semplice teorico. Egli era un faro di luce e un baluardo di speranza. Era un rivoluzionario in un paese- come affermava Longanesi- dove non c’è nulla da conservare. Il pensiero di Oneto è stato un unicum: la sua mente immortale e vivace, il suo inchiostro sagace e pungente, hanno fatto di lui una guida straordinaria e un punto di riferimento per intere generazioni di studiosi. Il punto cardinale del pensiero di Oneto era la libertà, intesa come fondamento di vita e come unica direzione morale possibile. Se la filosofia autonomista e politica del suo maestro Gianfranco Miglio si sviluppava su un piano giuridico e teoretico universale, Oneto radicò questa idea secessionista e antistatalista