Covid, l’arma cinese “per far crollare il sistema sanitario del nemico”

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di TYLER DURDEN Nel 2015, gli scienziati militari cinesi hanno discusso su come armare i coronavirus della SARS, cinque anni prima che la pandemia COVID-19 emergesse a Wuhan, in Cina - dove gli scienziati del PCC (Partito Comunista Cinese) stavano collaborando con una ONG finanziata dagli Stati Uniti sulla cosiddetta ricerca del "gain of function" ("acquisizione di funzionalità") al fine di rendere più facile per il coronavirus derivante dai pipistrelli infettare gli esseri umani. In un documento di 263 pagine, scritto da scienziati dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLA) e da alti funzionari della sanità pubblica cinese e ottenuto dal Dipartimento di Stato americano durante la sua indagine sulle origini del COVID-19, gli scienziati del PLA notano come un improvviso aumento di pazienti che richiedono l'ospedalizzazione durante un attacco con armi biologiche "potrebbe causare il collasso del sistema medico del nemico", secondo The Weekend Australian (una filiale di News Co
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